La via polacca all’integrazione
La comunità polacca ha partecipato alla trasformazione dell’Italia
in un paese di immigrazione. Oggi, in quanto
neocomunitari, i polacchi si propongono come pionieri di una integrazione
europea, fondata su valori condivisi.
E’ questo il ritratto che emerge dalla ricerca realizzata sui polacchi
d’Italia dal Centro Studi e Ricerche IDOS della Caritas
italiana. Il volume offre un quadro statistico della comunità e ne
fotografa la composizione sociale.
Si scopre così che i polacchi residenti in Italia sono circa 100mila, il 75% dei quali sono donne, sono abbastanza integrati, amano la cultura italiana, ma restano legati alle loro tradizioni e soprattutto alla religione cattolica. L’allargamento dell’Unione europea il 1 maggio 2004 non ha aumentato i flussi migratori dalla Polonia verso l’Italia, che continuano a un ritmo medio di 10mila nuovi arrivi all’anno. Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti, non stagionali.
La comunità polacca
incide per il 3% sull’intera popolazione immigrata in Italia: secondo le stime
della Caritas, per grandezza è la settima
comunità straniera, la terza a Roma. Le regioni con il maggior numero di
residenti sono, oltre al Lazio,
Qual è l’immagine
dell’immigrato polacco che emerge dal libro della Caritas? E’ una persona
piuttosto giovane con un’età che si colloca tra i 19 e i 40 anni nel
65,7% dei casi; inoltre svolge prevalentemente un lavoro dipendente,
soprattutto nei due contesti dell’edilizia (operai,
muratori, manovali) e della famiglia (colf e badanti). Accanto ai lavoratori dipendenti sta
crescendo lentamente ma costantemente una classe di
professionisti, composta soprattutto da medici e ingegneri, mentre è
ancora poco rappresentato il lavoro autonomo-imprenditoriale.
Una presenza numerica degna di considerazione è anche quella delle
infermiere.
Nelle scuole italiane aumenta
sistematicamente il numero di studenti figli di immigrati
polacchi. La ricerca della Caritas rivela che
rispetto alle altre nazionalità i genitori polacchi mostrano una
tendenza più accentuata a far frequentare ai figli le scuole superiori:
ciò non stupisce se si considera che la percentuale delle persone
laureate (14%) e diplomate (50,7%) è particolarmente alta tra i polacchi
(per gli italiani le rispettive percentuali sono del
7,5% e del 25,9%).
Il ruolo della comunità polacca nel processo di integrazione
europea è aumentato con l’ingresso all’Unione europea. E proprio questo
ruolo è stato uno dei filoni seguiti nell’elaborazione della ricerca,
come ha sottolineato Antonio Ricci, uno dei curatori
del volume.
© Agnieszka Bladowska, Metropoli de
Strona
serwisu www.polacco.it
